




| Luogo | Casalecchio di Reno (BO) |
| Periodo dei lavori | 1998 – 2007 |
| Committente | Parrocchia di S. Biagio |
| Progetto architettonico | Ing. Aldo Barbieri Collaboratori: Ing. Alessio Erioli, Ing. Fausto Frezzotti |
| Progetto strutturale | Ing. Aldo Barbieri, Ing. Saverio Simonazzi |
| Direzione lavori generale | Ing. Aldo Barbieri |
| Impresa esecutrice | Società Emiliana CEFA-SECEFA S.a.s. |
| Dati dimensionali dell’intervento | 2.400 mq |
| Costo | 2.660.000 € |
L’assunto condiviso era di realizzare una chiesa moderna, caratterizzata però da un forte senso del sacro, ricercato non solo attraverso gli effetti di luce ma anche, e soprattutto, tramite un linguaggio simbolico coerente. La Chiesa è stata concepita come un vero e proprio centro focale della comunità, posta ai margini di Casalecchio di Reno come primo edificio che accoglie chi arriva dalla città, e pensata come araldo e portale del borgo, in stretta relazione con la piazza e il sagrato, elementi che costituiscono uno spazio pubblico di incontro e mediazione.
La Chiesa è composta da due aree distinte — Aula principale e Cappella feriale — collegate da un ampio atrio in continuità con il porticato esterno e con il sagrato. L’Aula principale ha una pianta semicircolare, più larga che lunga, studiata per favorire la partecipazione dei fedeli e garantire una buona visibilità dell’altare. La Cappella feriale, concepita come prolungamento formale dell’Aula, si trova a una quota leggermente inferiore rispetto all’atrio e presenta una luminosità attenuata, che ricrea l’effetto percettivo di una “cripta”. Al suo interno è riservato uno spazio centrale alla Custodia Eucaristica, separato dal luogo della celebrazione domenicale.
La disposizione architettonica è orientata a guidare il visitatore in un percorso simbolico: dal sagrato meridionale attraverso scale e rampe verso l’ingresso tripartito, che richiama la Trinità, fino al corridoio-nartece che introduce gradualmente all’Aula. La sequenza di spazi, luminosità e aperture, comprese le vetrate istoriate e i lucernari, crea una progressione che conduce lo sguardo e l’attenzione verso il tabernacolo, cuore simbolico e spirituale della Chiesa. Le linee geometriche e l’articolazione dei volumi, dalla spirale del camminamento al colonnato semicircolare, enfatizzano questa direzionalità e l’orientamento alla presenza eucaristica.
All’interno, diverse opere di Filip Moroder Doss, tra cui sculture, la via crucis e la croce di facciata, contribuiscono a rafforzare il senso simbolico e la percezione dello spazio sacro. L’architettura stessa è attentamente calibrata per l’impatto emotivo: ogni superficie, ogni sporgenza o rientranza, ogni luce e ogni filtro contribuiscono a un’esperienza significativa e orientata del luogo. Il progetto è stato completato con studi acustici e luministici, garantendo che l’ambiente rispondesse alle esigenze funzionali, liturgiche ed espressive.
La realizzazione della Chiesa è il frutto di un lungo lavoro partecipato, con un dialogo continuo tra progettista, parroco, consiglieri, Diocesi e comunità locale, che ha permesso di integrare la tradizione simbolica con le esigenze della comunità contemporanea. Il risultato è un edificio moderno che non calca dall’alto sulla comunità, ma che ne è prodotto e riflesso, dove architettura, luce, simbolo e arte dialogano per offrire un’esperienza di partecipazione e contemplazione unica.





































































